Happy birthday, Mr King

 

 

Oggi è il compleanno di uno degli scrittori causa della malattia grave che mi spinge a divorare il suo nuovo libro in un giorno, per poi piangere sul fatto di averlo finito così presto (e di dover aspettare un dignitoso lasso di tempo prima di rileggerlo). Non so spiegare bene, ma il problema è questo. Fame, credo. Forse cannibalismo letterario. Insomma, è grave.

Potevo non scriverne? Ovviamente no. Credo di aver iniziato a leggere Stephen King non appena ha iniziato a scrivere, giorno più, giorno meno: di sicuro posso affermare di aver letto (e spesso riletto) quasi tutto quel che ha pubblicato in Italia, e nonostante i suoi alti e bassi trovo non abbia perso nulla dello smalto e del fascino del suo primo Carrie (che risale al 1974). L’ho letto nelle vesti di Bachman, ho letto i libri scritti con Peter Straub.

Mi mancano solo, lo confesso, i romanzi della Torre Nera, e non perché siano meno ben scritti, almeno a giudicare dai vari pareri, ma per una mia personale avversione nei confronti delle produzioni seriali e dei libri senza finale: ma poiché sono ben al calduccio nel mio e-reader non è detto che quest’inverno non mi tuffi nella lettura delle gesta (in otto volumi!) del Pistolero. Se scompaio senza dar notizie, sapete che fine ho fatto.

Come immaginerete facendo due conti, ho incontrato King quando ero una ragazzina e con l’amore testardo e irragionevole dei bambini non l’ho mai tradito; anzi, continuo ad essergli grata per avermi messa di fronte alle mie paure, senza mai lasciarmi la mano. Lungi dal terrorizzarmi, infatti, la lettura delle sue storie spesso ha avuto per me una funzione “ansiolitica”: la più grande qualità è di King – scrittore spesso disprezzato dalla critica « colta » in base ad un sillogismo distorto (vende troppo per essere uno scrittore serio, è troppo letto quindi non può essere un bravo scrittore)- sta nel comprendere le voragini che si aprono nell’animo umano e nel penetrarvi con decisione, armato di una piccola torcia e di voce invitante. Seguendo i suoi passi e quel tenue fascio di luce, ascoltando quella voce dal tono così friendly, pare anche a me di afferrare come i germi della follia possano annidarsi in un padre amorevole o in un cane fedele, di cogliere le cause della cattiveria che cova dietro le buone apparenze, i facili risultati o le belle promesse, e di vedere il diffondersi del Male che si insedia nell’uomo, poi in una città e infine nel mondo intero. Sotterraneo, ma non invisibile. O meglio, visibile a pochi, giacché in questo mondo maligno, buio –non poi così dissimile dal nostro quotidiano- King sceglie sempre qualcuno che possa indicare una luce che balena all’orizzonte: quasi sempre si tratta di un bambino, un adolescente (come sa raccontare lui i bambini, quel loro modo di essere sospesi tra l’innocenza e la crudeltà, nessun altro mai); comunque, è un essere incorrotto che mostra un cammino o porta un messaggio, e non perché abbia meno paura o sia più saggio o meno vulnerabile, ma per salvarsi la pelle e l’anima e, particolare non secondario, portare me e il mondo in salvo con lui. Tuttavia, non essendo, almeno in apparenza, né davvero religioso né strettamente ateo, non è mai lo scrittore in prima persona il latore del messaggio, né mai esprime giudizi netti: King lascia che  le debolezze, il coraggio, le perfidie e le cadute dei suoi personaggi si manifestino in libertà. Il lettore può così ascoltare il mostro ed il bambino, voci diverse certamente, ma provenienti da uno stesso mondo: quello che li e ci circonda. L’“irrealtà” creata da King si rivela sempre più reale di quanto vorremmo.

Inoltre, nonostante il successo dei suoi romanzi, essendo profondamente legato alla forma letteraria del racconto, King continua a scriverne con diletto, sempre spiegando al lettore perché e come il tal racconto è nato, da quale episodio, quale paura intendeva esorcizzare, quali sono state le difficoltà incontrate durante la stesura. E questo, per una appassionata di racconti come me, brevi o lunghi che siano, è un dono preziosissimo: se Maupassant avesse potuto parlarmi dei suoi Contes, svelarmi i suoi dubbi e le fasi della creazione stessa della sua opera, non lo amerei ancor più (ove possibile)?

In breve, leggo King per quello che scrive e per come lo scrive. Amo leggerlo come se potessi ritrovare in lui un vecchio amico, accoccolata davanti ad un camino scoppiettante, avvolta in un vecchio, comodo maglione. E se dalla porta sul giardino provenisse uno strano scricchiolio, se un’ombra scivolasse dietro la finestra, sono certa che ci guarderemmo negli occhi, un po’ allarmati: il mondo, là fuori, è pieno di pericoli. Ma rassicurati dalla reciproca presenza riprenderemmo a leggere.

Oh, a proposito, domani esce il suo ultimo romanzo. Chi mi accompagna in libreria?

Annunci

Tag:, , , , ,

Categorie: diGressioni, diLetti

Autore:diLetti e Riletti

Blog di libri, letture, divagazioni. www.dilettieriletti.wordpress.com

Iscriviti

Iscriviti al nostro feed RSS e ai nostri profili sociali per ricevere aggiornamenti.

2 commenti su “Happy birthday, Mr King”

  1. 21 settembre 2016 a 11:21 #

    L’ha ribloggato su orlando furiosoe ha commentato:
    Francesca Schipa ricorda che oggi è il compleanno di uno degli scrittori viventi più celebri e venduti.
    Come tutti i più “venduti”, si porta cucito addosso molto pregiudizio,, Io per ora lo sto studiando, da sola e con un gruppo di amici, e sto capendo che in effetti il pregiudizio bisognerebbe davvero accantonarlo.
    Ma su questo, tornerò e mi dilungherò nei prossimi giorni.
    Intanto, HappY Birthday!

Trackback/Pingback

  1. Chi perde paga (Finders Keepers) – Stephen King | diLetti e riLetti - 10 ottobre 2015

    […] proverbio è all’origine del titolo – Finders keepers– dell’ultimo romanzo di Stephen King, sèguito della trilogia iniziata con Mr. Mercedes; qui ritroviamo i protagonisti del primo libro, […]

E tu cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

you can call me outsider

io. tu. panna montata. manette. altre domande stupide?

orlando furioso

il blog di Deborah Donato

Se lo scrivi resta

diario di una ragazza comune, ottimista a modo suo

marisa salabelle

Fu così che Efisia Caddozzu venne al mondo. Mischinedda , pensò la levatrice mentre la presentava ai parenti riuniti. Ellusu, pensò la nonna, una parola che nel suo vocabolario alquanto limitato stava a significare molte cose diverse a seconda delle circostanze.

Luca Bottura

Satira gratuita, ma anche a pagamento

Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

trecugggine

le cugine parlano di libri

Il pulpito del libraio

Accade in una libreria di provincia. Voi umani non potreste nemmeno immaginarlo!

aliceinwriting - vita da biblioteca e suggestioni sparse

Bibliotecaria, copywriter, scrittrice con un passato da redattore editoriale. Amante dei libri, della lettura, sensibile al piacere del testo e al grado zero della scrittura, mi occupo di Letteratura, amica esistenziale fin dai tempi dell'infanzia, poi alleata negli studi, infine compagna fedele di vita. I miei campi d'azione: la critica, la riflessione sul romanzo, sui miti, su temi e topoi; la poesia come flusso di coscienza e sottile tecnica semantica; il racconto, finestra aperta su un mondo interiore da narrare con parole in libertà. Postilla doverosa per caratterizzarmi ulteriormente: oltre ai libri, l'enorme, smodata, incontenibile passione per il cinema (sono cresciuta nella videoteca di famiglia, l'ormai serrata Video Days) e per la musica (colonne sonore di film e tanto, tanto, tanto, metal e rock in tutte le sfumature).

VITA DA EDITOR

Interviste, recensioni e retroscena dell’editoria – a cura di Giovanni Turi

Scrivere creativo

Esercizi di scrittura creativa.

strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Muninn

libri da ricordare

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: