Proibiti e famosi: alcuni casi di censura letteraria

 

Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.

Ray Bradbury, Fahrenheit 451

La libertà d’espressione del pensiero è oggi riconosciuta come una delle libertà fondamentali dell’uomo quasi ovunque nel mondo, ma resta comunque argomento che non passa mai di moda, soprattutto quando si parla di libri: bisogna censurare i libri stupidi o immorali? E quelli pericolosi vanno distrutti? E chi decide cosa sia stupido o immorale o, peggio, pericoloso? Nonostante i ripetuti proclami sulla libertà di pensare, la censura ha colpito e colpisce moltissimi libri in diversi Paesi, e spesso sono poi diventati dei classici o comunque molto famosi. Difficile sceglierne solo alcuni, ma ho provato a selezionare i “casi” più interessanti.

Nonostante sia finito tra le mani di quasi tutti i bambini di un paio di generazioni fa, La capanna dello zio Tom, di Harriett Beecher Stowe, fu proibito negli Stati Uniti del sud poiché diffondeva un messaggio forte contro lo schiavismo. Ma non solo: nel 1852 anche lo zar Nicola I lo fece bandire perché propalava idee egualitarie e per il contenuto religioso non conforme. Tuttavia solo negli ultimi anni, con l’apertura degli archivi vaticani voluta da Giovanni Paolo II, si è scoperto che il libro aveva subìto un durissimo processo per esser bandito perché giudicato sovversivo e anche perché l’autrice era metodista. Tuttavia, grazie ad un abile avvocato difensore, un francescano, l’opera fu “assolta”.

Appena pubblicato Madame Bovary, Flaubert, l’editore Laurent-Pichat e persino il tipografo furono accusati di oltraggio alla morale pubblica e religiosa e immediatamente processati. I giudici sono turbati dal fascino immorale di Emma e dal suo suicidio, ma giudicano anche inappropriato il procedimento dell’impersonalità dello scrittore, che non giudica mai il comportamento dei suoi personaggi. Inutile dire che alla fine del processo, che vide Flaubert prosciolto con biasimo, il romanzo diventò un vero best-seller.

Nello stesso anno, 1857, fu processato per le stesse ragioni I fiori del Male di Baudelaire, che non ebbe però la stessa sorte: autore ed editori furono condannati ad una pesante ammenda per oltraggio, ma soprattutto allo stralcio dei poemi Les BijouxLe LéthéÀ celle qui est trop gaieLesbosFemmes damnées e Les Métamorphoses du vampire. Solo nel 1949 Charles Baudelaire e gli editori furono riabilitati dalla corte di cassazione, in seguito alla richiesta della Société des gens de lettres.

E sempre le scene di sesso (ma anche la commistione tra classi sociali) furono alla base della pesante censura  subita da L’amante di Lady Chatterley, di D. H. Lawrence: pubblicato nel 1928 in Italia, fu vietato in tutta Europa e soprattutto in Gran Bretagna, dove regnava il puritanesimo vittoriano. Quando nel 1960 la Penguin Books decise di pubblicarne finalmente il testo integrale, la Corona decise di far causa agli editori. Sfortunatamente per loro, non riuscirono a trovare testimoni che sostenessero di esser stati traviati dalla lettura del romanzo. libri banditi

L’Ulisse di James Joyce fu vietato fino a dopo gli anni 30 in Inghilterra, e fino al 1966 in Irlanda. E pare ci sia stata la mano dei conservatori irlandesi anche nel rogo di un’intera edizione a Parigi. Ma la sua diffusione fu limitata, a causa dei riferimenti espliciti al sesso, anche negli Stati Uniti: solo un testardo editore, Random House, riuscì ad espugnare il divieto nel 1933, passando per un processo divenuto poi storico. In Australia il libro fu vietato del tutto fino al 1937, poi permesso ai soli lettori maggiorenni fino agli anni Cinquanta.

Nessuna meraviglia che 1984 di George Orwell, pubblicato nel 1949 e chiara satira dei totalitarismi, sia stato vietato in URSS: non sarà stato solo il fatto che il Grande Fratello avesse dei grandi baffoni neri a far arrabbiare Stalin.  Fatto sta che si è potuto leggere in cirillico solo a partire dal 1990! Ma non basta: quando la Russia era ancora necessaria per sconfiggere Hitler, gli Alleati proibirono la pubblicazione de La fattoria degli Animali tra il 43 e il 45, a causa della pungente critica dello stalinismo. In compenso, il romanzo è tuttora vietato in Corea del nord e in Cina. Strano, eh?

Furore di Steinbeck suscitò un vero vespaio di critiche e fu temporaneamente proibito in alcuni Stati americani, soprattutto in California, dove è ambientata una parte della storia: in sua difesa venne presentata l’inchiesta Factories in the Field che portò all’apertura di una commissione per appurare lo stato degli abitanti rurali colpiti dalla crisi. In Italia la traduzione pubblicata da Valentino Bompiani nel 1940 fu pesantemente tagliata e “aggiustata” per ordine del MinCulPop. Solo nel 2013 Furore è stato finalmente pubblicato integralmente, grazie all’accurata traduzione di Sergio Claudio Perroni.

E veniamo a tempi ancor più recenti e a libri insospettabili. Niente sesso né politica, qui si parla di magia! Terrorizzati? Fate male, personalmente li ho letti (come buona parte dei libri fin qui citati) e sono sopravvissuta. Harry Potter, per esempio, è uno dei libri per bambini più vietati in assoluto, credo: scuole, biblioteche, chiese americane e australiane si sono scagliate contro il maghetto, vietando la lettura della saga ai ragazzi. Harry è anche antipatico alle femministe e ai conservatori, pur essendo accusato di conservatorismo. Nel dicembre 2001, nell’illustre compagnia de Il Signore degli Anelli di Tolkien, i libri di J. K. Rowling furono gettati in un rogo purificatore dai fedeli della Christ Community Church di Alamogordo, accusati di satanismo e incitamento alla stregoneria.

libri ban

Vetrina con libri banditi negli USA

Se meraviglia l’atteggiamento puritano della critica statunitense, bisogna ricordare che esiste una lista di libri per bambini e ragazzi puntualmente aggiornata dall’A.L.A., cioè l’associazione delle biblioteche: questa lista contiene libri “proibiti” alla lettura. E mentre è stato calcolato che nel periodo tra il 2010 e il 2014 in solo un libro su 10 appaiano persone “non bianche”, per contro il 52% dei libri sulla lista nera riguardano argomenti come razza, sessualità o handicap, o includono personaggi non bianchi, omosessuali o disabili. Per fortuna, a compensare almeno in parte queste disparità esiste la settimana dei libri banditi  che celebra la libertà di lettura (resta però solo una settimana all’anno).

E siccome anche in Italia vogliamo essere all’avanguardia, non vi sarà sfuggita l’assurda (per non dir ridicola) iniziativa del sindaco di Venezia che quest’estate ha “dato mandato di eliminare i libri ‘genitore 1, genitore 2’: a casa propria ognuno può fare quello che vuole, ma nelle scuole va tenuta presente la volontà della maggioranza per cui ci sono solo mamma e papà.”

La lista dei libri proibiti emanata dal sindaco di Venezia

La lista dei libri proibiti emanata dal sindaco di Venezia

Qui la foto con la lista dei libri proibiti: inutile riportare gli spernacchiamenti alla decisione che ha avuto come solo effetto quello di pubblicizzare i libri messi all’indice, scatenando una serie di iniziative e maratone di lettura in tutta Italia.

Questa diffusa tendenza alla “rivolta” nei confronti della censura letteraria è certamente dovuta al carattere essenzialmente eversivo della lettura: leggere ci porta fuori da noi stessi, dai nostri luoghi e dalle nostre abitudini, ci pone degli interrogativi e suscita curiosità su noi e sugli altri. Persino nella solitudine leggendo sentiamo di non essere del tutto soli, e anche nell’assoluta mancanza di libertà i libri sono porte schiuse su un mondo “altro”.

Un potere pericoloso che il Potere non può permettere.

 

Francesca Schipa

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Categorie: diGressioni

Autore:diLetti e Riletti

Blog di libri, letture, divagazioni. www.dilettieriletti.wordpress.com

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