Perché leggere Adesso, di Chiara Gamberale. Consiglio di Luca Manzi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Gamberale non è una lettura per maschi, lo so.

Vortici di vicende umane in cui personaggi si trovano sistematicamente in stati merdosi nelle loro relazioni e non sanno perché; una sensazione diffusa di non poter governare il proprio destino, incapacità sistematica di poter costruire qualcosa di stabile; riflessioni e disamine allo sfinimento sulla coppia: il turbocapitalismo dello struggimento amoroso, la finanza terminale della relazione.

Sinora l’ho letta episodicamente, senza mai amare un suo romanzo. Fino ad “Adesso” la sua ultima fatica.

E’ stato definito un romanzo frastagliato, episodico, difficile da seguire, ed è vero; vicende umane si intrecciano e si sovrappongono senza che sia facile seguire e riconnettere. E’ stato anche definito un romanzo ripetitivo, in cui i personaggi per certi aspetti si somigliano tutti nelle loro deficienze relazionali: le deficienze di comprendere la fonte e la motivazione dei travagli che li scuotono, e di trovare una soluzione per essi. E anche questo è vero.

Eppure leggendolo ho avvertito una potenza, una ferocia, una singolarità bellissima e indomata; e non ho capito perché sinché non mi è tornata in mente una frase di Claudio Strinati a proposito di una corrente artistica del primo Novecento: “esprimono attraverso stravolgimenti prospettici la loro interiorità, e una tragica tensione tra l’io e il mondo spinse l’arte a staccarsi dall’imitazione della natura” e ho capito perché trovavo “Adesso” folgorante: la Gamberale ha operato una inopinata e clamorosa svolta espressionista.

Come non si può capire appieno l’espressionismo se non si guarda che c’era prima, non si può capire l’importanza di “Adesso” se non lo si legge nella prospettiva dell’opera precedente dell’autrice. Insomma ‘sta pischelletta della Montagnola, quartiere pacificato e contento al quia prudentemente collocato tra la grandeur wannabe dell’EUR e il tumulto irriposto di Tor Marancia, un compromesso storico in zona Roma sud, insomma dicevamo ‘sta pischelletta si costruisce una solida e brillantissima carriera diventando ancella, vestale, e infine quasi sibilla del suddetto turbocapitalismo. E in questo modo vende, vende, vende sempre di più, sinché, alle soglie dei quaranta e ancora ebbra del successone del libro a quattro mani con Gramellini… che fa? Si gode il successo esitando un romanzo bene o male nella scia?

Macché. Sconvolge gli equilibri che l’hanno portata dove è arrivata gettandosi in una rivoluzione ai limiti dell’incoscienza: il contenuto si impadronisce in maniera espressionista della forma, la aggredisce, la domina e la riorganizza; la fenomenologia dello struggimento amoroso diventa cosmogonia.

Il sentire interiore, la propria visione della realtà, evocavano un’immagine nuova del mondo esterno” Questo è il modo in cui Magdalena M. Moeller, insigne studiosa dell’espressionismo, descrive il movimento, e ancora mi sembra si adatti perfettamente ad “Adesso”. Le vicende e i personaggi, aggrediti e sopraffatti dall’emozione che li anima si mischiano, si accalcano furiosamente gli uni sugli altri, e infine si sbranano. Ma il disordine è solo apparente, la forza emotiva della sofferenza e dell’impotenza, del tentativo però di provare comunque, di credere fuori dal tempo, l’irriducibilità del volere essere comunque qualcosa insieme, tutti questi sentimenti, eterizzati fuori da una forma predefinita, riorganizzano la forma del romanzo secondo una nuova e stringente geometria, non euclidea, puramente emotiva, che funziona.

E il livellamento dei personaggi risponde alla stessa geometria: l’istintiva, dolorosissima bomba emotiva all’origine dell’ispirazione letteraria dell’autrice, lasciata libera da una forma predefinita, diventa feroce: non fa prigionieri, caccia chiunque non sia uniformato, si prende la responsabilità di imporre ed epurare. Il turbocapitalismo dello struggimento amoroso, seguendo una parabola orwelliana, è diventato totalitarismo.

Un romanzo straordinariamente coraggioso, perché a rischiarsela ribaltando il tuo stile quando sei all’apice del successo ci vuole un coraggio e un’urgenza, una fame di scrivere rarissima e ammirevole.
Un romanzo anche in qualche misura definitivo, perché nessuno ha preso il toro dello sfilacciamento sentimentale per le corna come ha fatto la Gamberale in “Adesso”, portandolo ai suoi termini ultimi, alle estreme conseguenze di forma e contenuto. Un romanzo che bisogna leggere lasciandosi portare via da un diverso ordine, come di fronte a un quadro di Kandinskij.

Cosa succederà ora alla scrittura di Chiara Gamberale? Difficile pensare come se ne esca da questa rivoluzione, dove andrà da qui in poi. “Ciò da cui dovevamo staccarci ci era chiaro, meno sicuro era dove saremmo arrivati”, disse Erich Eckel, uno dei fondatori del Die Brucke, primo singulto dell’espressionismo. Dovunque andrà varrà la pena di darci un’occhiata, perché l’inizio di questo viaggio, che è Adesso, è un capolavoro.

 

Luca Manzi 

Adesso, Chiara Gamberale - Feltrinelli 2016 - 215 pagg. 16 euro

Adesso, di Chiara Gamberale – Feltrinelli Narratori 2016 – 215 pagg. 16 euro

 

Postilla: non mi capita spesso di invitare amici sul blog, sono quindi onorata e lietissima di ospitare le parole di Luca Manzi, scrittore e sceneggiatore romano, uno degli ideatori della serie Boris, nonché autore del romanzo Il destino è un tassista abusivo.

Grazie! 

Francesca

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Categorie: diLetti

Autore:diLetti e Riletti

Blog di libri, letture, divagazioni. www.dilettieriletti.wordpress.com

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