Inge Feltrinelli, fare il futuro – di Chiara Calò

Inge Feltrinelli non ha attraversato un’epoca. L’ha fatta. È come se me ne accorgessi solo stamattina, nei primi gesti storditi dopo la notizia della sua morte.
Bisogna ricacciare indietro la tentazione di pacificarci con l’idea che sia il tempo a plasmare le persone, e lasciarci finalmente inquietare dalla consapevolezza che è esattamente il contrario.
L’ ho incontrata anni fa. Eravamo un gruppo di librai, io alle primissime armi, di fronte ad un’icona dell’editoria. Era lei che ci riempiva di domande e non si lasciava sconcertare dalle nostre risposte.
Pochi ricordi condivisi con noi, fra i quali quello emozionantissimo di come la casa editrice fosse arrivata a pubblicare Karen Blixen in un momento di profonda crisi e si fosse salvata così. Per caso, sembrava dicesse. E, forse dal suo punto di vista, era proprio così.
Eppure non dimenticherò mai l’intelligenza del suo sguardo, la leggerezza con cui sembrava attraversare quell’angolo di mondo, un inverno a Venezia, la sua freschezza disarmante, la naturalezza con cui parlava del futuro, al futuro. No, le grandi storie non si scrivono per caso.
Non ho una foto con lei. Pensavo che un giorno me ne sarei rammaricata. Invece sono felice. Ci sono incontri che lasciano tracce molto più vivide di qualsiasi immagine.
Quello con Inge Feltrinelli è di questi.
Mi ha commosso il ricordo di lei che ne ha fatto Nicola Lagioia “Cara, carissima Inge, non ti dimenticheremo mai. E, senza mai dimenticarti, continueremo il nostro lavoro”.
Sarebbe bello pensare che il nostro lavoro, come il suo, non fosse tanto fare i libri, o gli editori, o i librai. Quanto piuttosto fare il futuro.
Adesso.
                                                                                                          Chiara Calò

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Categorie: diRitratti

Autore:diLetti e Riletti

Blog di libri, letture, divagazioni. www.dilettieriletti.wordpress.com

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