13 settembre, sottovoce

Quando la notizia di cronaca è arrivata, poche ore fa, esattamente come l’aspettavo, la giornalista ha letto il suo copione, ripetuto senza tempo fino alla banalità. Ma le parole, pur consumate, avevano unghielli aguzzi che si sono aggrappati al cuore prima ancora che alle orecchie. Mi hai puntato occhi allagati di consapevolezza. Una ragazza della tua età. Un ragazzo come i tuoi amici.
Trattengo le parole, le riduco al minimo.
Quello che vorrei è darti dei consigli senza rallentarti il cammino.
Quello che vorrei è trovare un posto, all’ombra della tua ombra, per afferrare le cattive intenzioni altrui e –sì, è vero, è vero– anche le tue, e distoglierle.
Quello che vorrei è essere mantello invulnerabile, luce quando è notte, scudo e protezione, quello che vorrei è toglierti il peso della scelta quando si fa rischio, quello che vorrei è tenerti al riparo da ogni sigaretta, veleno o ferita, graffio e insulto.
Quello che vorrei è sbagliato, lo so. Quello che vorrei è riuscire a tenere tutto per me, e trasmetterti ogni pensiero, e tutti gli allarmi, senza parlare mai.


E vorrei non avere così tanta paura che il mondo ti faccia male.

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Categorie: d'Inediti

Autore:diLetti e Riletti

Blog di libri, letture, divagazioni. www.dilettieriletti.wordpress.com

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