Lettera a Dareen Tatour, da Simona Baldelli

Dareen Tatour, poetessa palestinese, è stata condannata per incitamento alla violenza e sostegno ad una organizzazione terroristica a causa di un suo componimento intitolato “Resisti, popolo mio, resisti a loro“. La poesia fa riferimento alle violenze dell’esercito israeliano contro il popolo palestinese.

A lei, simbolo di altri scrittori cui la politica vuole sia tolta la voce, rivolge questo messaggio Simona Baldelli, autrice di Evelina e le fate, Il tempo bambino e nel 2016 di La vita a rovescio.

 

Sorella di spirito, di penna, di sangue, non so parlarti pace, poiché non conosco nessuna tregua che non sia figlia di guerra e lotta. Resisti. Donna privata di terra e sole, vista e cammino, resisti. Donna cui hanno strappato inutilmente la voce, resisti. Nel nome di altre sorelle, ciascuna per la sua parte, padrone del proprio cammino oppure in catene. Resisti, per le schiave o quelle che pagano con lacrime e sangue la libertà di un pensiero. Resisti. Per coloro che sanno la loro forza racchiusa fra montagne e fiumi, su cui passano da sempre genti diverse, con le pelli scure e i capelli crespi, i calcagni a battere la terra, e resisti per i popoli delle terre del nord, su grandi navi e con lunghi capelli biondi, accompagnati dalla furia dei loro dei guerrieri, e quelli d’oriente, ciascuno portando amuleti e croci e preghiere. Lotta, e resisti, e cuci assieme le storie. Ne faremo un mantello, per vestirci. E andremo, insieme, con una coperta che è la storia dell’umanità intera a trovare una striscia di sabbia, uno spicchio di terra, un posto per tutti. E capiremo di possedere in noi tutte le lingue e i dialetti, e tutto conosciamo. Lotta, e resisti, e se vuoi vedere un pezzo di mondo, chiudi gli occhi e cercalo nella memoria, perché ci sei già stata, ci siamo già state. E non avere paura, perché coloro passate prima di noi, ci hanno insegnato a curare tutto. Tienilo stretto il tuo mantello di storie. E lotta. Noi lo porteremo avanzando a passo di danza e facendo rumore e schianto. Lo indosseremo tornando nei luoghi in cui siamo nati, e verso terre ancora da scoprire. Lotta e piangi e resisti e ancora lotta. Grida le lacrime, le risate, la vita e la morte e i sogni spezzati dei bambini. Lotta e resisti e racconta di un popolo di sabbia, senza spiaggia cui approdare. Vola, gridando, da una casa all’altra. Ti sentiremo passare, ogni volta che suona un tamburo.

S. B.

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Categorie: d'Inediti

Autore:diLetti e Riletti

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