La Gentilezza, di Polly Samson

Sono una persona, temo, ne sono anzi certa, insicura. Quando mi è stato chiesto di presentare un libro durante l’evento organizzato dal Roma Secret Store, ecco, ho detto sì, ma me ne sono pentita subito dopo. Non solo per la presenza dell’autrice e del suo famosissimo consorte, ma anche per il lavoro e per l’importanza di tutto quel lavoro attorno all’evento. Insomma, la classica paura di fare una figuraccia e di riflesso farla fare agli amici di Satellite Libri.

Invece non solo è andato tutto splendidamente -a partire dal luogo dove si è svolta la presentazione, magnifico- ma sono più che felice di aver accettato (anche se fra temperatura esterna e ribollimenti emotivi ho sudato le classiche sette camicie). E quindi, eccomi qui a parlarvi de La gentilezza, il secondo romanzo di Polly Samson, scrittrice inglese forse più nota in Italia per essere coautrice di diversi testi dell’album Division Bell dei Pink Floyd.

Il romanzo si apre su una scena perfetta: Julian, brillante studente di 21 anni, e Julia, sette anni più grande, si incontrano al tramonto in un panorama magnifico, mentre lei fa volare un falco. La scena idilliaca dura un istante: il falco uccide una preda, Julia deve tornare dal marito, uomo violento che, ormai certo della sua infedeltà, la aggredisce selvaggiamente.

Quando inizia la seconda sezione, sono passati solo otto anni: Julian è un giovane uomo distrutto, quasi alcolizzato, che vive da solo nella casa della sua infanzia, dove, fino a poco prima, vivevano anche Julia e la loro bambina, Mira. Cosa è accaduto? Perché madre e figlia sono scomparse, lasciandolo con gli scarni residui di una felicità scomparsa e nella più inconsolabile sofferenza? L’autrice centellina, tira le redini della storia a suo piacimento: scopriamo che Mira è stata colpita da un male terribile, che la coppia ne ha sofferto indicibilmente, ma com’è andata a finire? Mentre Julian annega nell’alcol e nel vuoto che gli si è aperto attorno, sua madre Jenna e Katie, la sua ex fidanzata, cercano aiutarlo contro la sua stessa volontà.

E via via che la narrazione procede, quella che sembra essere una “semplice” storia di perdita si gonfia e va a cozzare contro l’argine di un mistero: cosa è accaduto alla felicità di Julia e Julian?

La gentilezza è organizzato in narrazioni interconnesse, secondo prospettive e punti di vista diversi. In un continuo gioco di sliding doors si passa dal presente al passato e nuovamente al presente: se il continuo slittamento temporale sembra confondere la storia, in realtà ogni volta aggiunge un tassello al mosaico narrativo, di modo che si arriva ad una comprensione totale soltanto verso la fine.

È significativo che il romanzo porti in filigrana e citi Il Paradiso Perduto di Milton: tutto sembra condurre ad un rimpianto di quello che è stato e non è più, nonostante i nostri sforzi per riportarlo indietro. Le scelte che facciamo, anche con le migliori intenzioni, hanno risultati talvolta devastanti e quasi sempre imprevisti. Possiamo guardarli con rammarico, raramente con distacco o soddisfazione, solo molti anni dopo.

È strano pensare alle vite che avremmo potuto avere.

 ammette Freda, l’amica di sempre di Julia.

E qui si allude soprattutto alle scelte amorose: a Raph, il figlio dei fiori con grandi ali tatuate sulla schiena, come già nel Paradiso Perduto all’arcangelo Raffaele, Adamo/Julian confida che il suo amore per Julia è travolgente, qualcosa che la ragione non è in grado di vincere. Eva/Julia è respinta e suo malgrado attratta dal mefistofelico Karl, amico di Julian, cui ha un tempo salvato la vita. Tutta la narrazione dipende da questi sentimenti.

Altro grande tema ne La gentilezza, sfondo e protagonista insieme, è la natura, dettagliatamente descritta, che sembra rappresentare il paradiso che gli uomini hanno voluto abbandonare: fuori dalle braccia della natura -in questo caso quella gentile e rigogliosa dell’Inghilterra centrale- vi è solo infelicità. E la tensione verso quel paradiso perduto, una tensione testarda, quasi cieca, un tentativo di ritorno al materno, alla felicità di un’infanzia perfetta è rappresentata da Julian, che cade cercando di portare indietro con sé anche la sua recalcitrante Eva.

Ma non si torna indietro, non si può, non si deve. Mentre cerchiamo di scoprire il mistero che si cela dietro la felicità perduta di Julia e Julian, nonostante un sentimento ancora vivo, si fa strada questa malinconica consapevolezza. Le nostre scelte, anche le migliori, restano irreversibili, e il passato ha una solidità immutabile ed elastica contro la quale i rimpianti possono ben poco.

 

p.s. Mi rendo ora conto di aver scritto non poco senza minimamente affrontare alcuni degli argomenti che mi hanno colpita durante la lettura. Lascio a voi l’incarico: come sempre accade nella lettura, potremmo non ricevere dallo stesso testo le medesime suggestioni. Fatemi sapere.

p.p.s. Per la cronaca, il famosissimo consorte è David Gilmour.

La Gentilezza, Polly Samson - Unorosso Ed. 2016, trad. Daniela Di Falco- 288 pagg. 15 euro

La Gentilezza, Polly Samson – Unorosso Ed. 2016, trad. Daniela Di Falco – 288 pagg. 15 euro

 

 

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Categorie: diLetti

Autore:diLetti e Riletti

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