Consigli di lettura per aspiranti scrittori (dopo gli USA, l’Italia)

Quando, qualche giorno fa, ho pubblicato la traduzione dell’articolo sugli 11 libri consigliati ad aspiranti scrittori ho giocoforza notato – e non sono stata la sola – che quei consigli riguardano quasi esclusivamente la letteratura angloamericana. Allora mi son chiesta quali sarebbero stati i libri da consigliare ad aspiranti scrittori italiani, partendo da una premessa non scontata: che i nostri sarebbero stati del tutto diversi. Per trovare risposte, ho iniziato a tormentare alcuni scrittori nostrani, tutti gentilissimi ed entusiasti di condividere spontaneamente con me il loro consiglio di lettura.

Io non faccio altro che riportare qui, in ordine di “arrivo” titoli e motivi, e le sorprese non mancano: aspiranti Manzoni, mano ai taccuini!

consigliato da Matteo Strukul

Iniziamo con The Heroes di Joe Abercrombie, consigliato da Matteo Strukul. Ogni aspirante scrittore dovrebbe leggerlo per imparare a tratteggiare con profondità e arguzia i propri personaggi, rendendoli memorabili. Avrebbe anche la possibilità di godere di un intero catalogo di clamorose scene d’azione, per non parlare di un world building molto ben strutturato e complesso. Una scrittura irriverente e raffinata completa uno dei capolavori del fantasy moderno, un romanzo che travalica i generi imponendosi per la bellezza della storia, la cura dei dettagli, l’intelligenza e coralità della trama.

 Saga, di Tonino Benacquista consigliato da Ivano Porpora  perché spiega alla perfezione come funziona il processo creativo, e soprattutto come tenere a bada i freni.

Cent’anni di solitudine, di Gabriel Garcia Márquez consigliato da Marilù Oliva: perché trasuda umanità e senso della storia.Insegna all’aspirante scrittore che è fondamentale chiudere i cerchi che si aprono e l’amore per il suono della parola

Un cuore semplice, di Gustave Flaubert, consigliato da Eduardo Savarese, necessario per descrivere i movimenti del cuore di una intera vita molto semplice, quasi banale.

 

Il giovane Holden, di J.D. Salinger consigliato da Alessandro Summers Toso, perché in questo romanzo c’è la semplicità e tutta la poesia del mondo.

Lolita di Vladimir Nabokov, consigliato da Paolo Zardi, perché Nabokov costruisce un libro formalmente perfetto, per stile e struttura. Nabokov sosteneva che le grandi idee non servono a nulla, in un romanzo. Lolita ne è la prova più evidente.

Servabo di Luigi Pintor , consigliato da Massimo Carlotto, perché è un esempio perfetto di completezza di un progetto narrativo. Una grande lezione.

 

La trilogia della città di K., di Ágota Kristóf, doppiamente consigliato da due scrittori molto diversi tra loro, ma per ragioni non dissimili.

 Così per Luigi Romolo Carrino perché insegna come fare un dialogo secco, e che si può anche ingarbugliare mille volte la trama con mille contraddizioni e allo stesso tempo inchiodare il lettore sulla pagina con parole scarne, precise, chirurgiche E per Luca Poldelmengo, perché è giusto che uno scrittore si renda conto di quanto può essere dirompente il potere del mezzo espressivo che ha scelto di usare.

 

Ritroviamo qui Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, consigliato da Cetta De Luca

Il racconto dell'ancella - Margaret Atwood

Perché è stato pubblicato nell’85 ma è ancora un bestseller, perché è una lezione di distopia con i fiocchi, perché racconta della donna, di denunce sociali senza essere un trattato politico, perché la scrittura della Atwood è tagliente, veloce, ritmica, contemporanea, non autoreferenziale. Non ci sono citazioni, non c’è utilizzo esagerato di descrizioni e aggettivi, ma una scelta appropriata e accuratissima del lessico.

La vita in versi di Giovanni Giudici, consigliato da Andrea Cotti, perché “è un libro che mi ha cambiato come scrittore. Forse perché è da lì che ho cominciato. E forse perché il grande romanzo del ‘900 è stato scritto (anche) in versi.”

Pinocchio di Carlo Collodi, consigliato da Fabio Genovesi, perché ha una storia pazzesca ed è scritto che meglio non si può.

La lingua salvata di Elias Canetti, consigliato da Fabio Stassi, perché si cresce in una lingua e non in un luogo.

Avete preso buona nota? Allora, seguendo la regola del dulcis in fundo,  lascio la parola al più appassionato, entusiastico, deciso (forse appena monomaniaco) consiglio che abbia ricevuto, quello di Sandro Bonvissuto:

 

Voglio essere onesto con voi, onesto ma entusiasta; ogni volta che leggo un libro e lo trovo bello, dopo ho l’abitudine di rileggere subito un altro libro, che è sempre lo stesso, e ogni volta questo libro che rileggo di continuo risulta sistematicamente e di nuovo più bello di quello che poco prima avevo comunque trovato già bello, per questo ne considero la lettura necessaria. Anzi, indispensabile. Anzi, vitale. Questo libro è Pedro Paramo di Juan Rulfo.

consigliato da Sandro Bonvissuto

p.s. Alcuni hanno trovato la scelta di un solo libro troppo restrittiva e non si sono trattenuti dal consigliare anche Furore di John Steinbeck, il più bel finale mai letto, che in un’azione, in un’immagine, racchiude l’intero senso della storia; Uccelli da gabbia e da voliera di Andrea De Carlo per il senso del ritmo della scrittura in prosa; Romanzo Criminale di Giancarlo De Cataldo, perché è l’unico vero romanzo epico italiano, ed infine un libro qualsiasi di Giovanni Guareschi, per capire che è possibile scrivere cose fantastiche anche usando un linguaggio semplice. Anzi, se possibile è ancora più difficile.

Ad una prima occhiata, si nota che le scelte -contrariamente a quanto accade per gli USA- non cadono esclusivamente su autori italiani, ma piuttosto occidentali in generale; le scrittrici sono poche, i poeti ancor meno.

Tuttavia, se  vorrete aggiungere i vostri consigli, avremo una libreria virtuale eterogenea e ben fornita, utilissima anche se decidessimo di restare “semplici” lettori.

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Categorie: diGressioni

Autore:diLetti e Riletti

Blog di libri, letture, divagazioni. www.dilettieriletti.wordpress.com

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5 commenti su “Consigli di lettura per aspiranti scrittori (dopo gli USA, l’Italia)”

  1. 8 ottobre 2015 a 11:04 #

    Lista molto interessante. Tra l’altro, Collodi era un maestro nel creare incipit che catturavano il lettore (sia il piccolo che il grande).
    Il Giovane Holden non son mai riuscito a finirlo, forse per i continui intercalari utilizzati dalla voce narrante, che alla lunga risultano un po’ frustranti 🙂

    • 8 ottobre 2015 a 11:12 #

      Forse ci sono pochi italiani, no? è una cosa che mi ha dato molto da riflettere…

  2. 14 ottobre 2015 a 13:02 #

    Ci metterei Elsa Morante, grande creatrice di storie e capace di inventare un linguaggio personalissimo e suggestivo. Il suo romanzo che preferisco è Menzogna e sortilegio. E ci metterei Italo Calvino per la limpidezza della sua lingua (diversa da quella della Morante).

    • 14 ottobre 2015 a 14:20 #

      Del tutto d’accordo con te… a pensarci bene, questo potrebbe essere un post infinito, perché i consigli sarebbero tanti. Ma sopra ogni altro, leggere molto e sempre.

  3. 3 dicembre 2016 a 14:38 #

    Le grandi idee non servono nei romanzi, perché un lettore di romanzi cerca lo storytelling… L’ho letto proprio ieri nella biografia di Louisa May Alcott, che pubblicava sotto pseudonimo i c.d. Romanzetti perché si vergognava fossero solo storie, senza grandi idee sotto!

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