Il segreto di Pulcinella – intervista al supereroe di Napoli

Dopo lunghe chiacchierate e diversi caffè con il tuttajo del quartiere Sanità, il signor D’Aniello (non so se lo conoscete, è bravo e ripara qualunque cosa a un prezzo da ridere), sono finalmente riuscita ad avere un appuntamento segreto con l’eroe del giorno. Ma non è stato semplice: per incontrarlo mi son dovuta addentrare nella parte sotterranea di Napoli. In un certo vicolo, non posso dirvi quale, una scalinata s’inoltra  nel  sottosuolo, e lì bisogna infilarsi in un’apertura nascosta e scendere, scendere- cosa che ho fatto, non senza difficoltà.

Uno dei cunicoli di Napoli sotterranea dove si nasconde Pulcinella

Uno dei cunicoli di Napoli sotterranea dove si nasconde Pulcinella

E poi ho raggiunto un certo strettissimo cunicolo e, mentre mi chiedevo se avessi fatto una fesseria a infilarmi là sotto o addirittura se il buon D’Aniello m’avesse presa in giro, all’improvviso me lo son trovato davanti, magro e mascherato, che mi faceva buffi inchini nascosto dietro la maschera. Il supereroe che Napoli tutta attendeva, Pulcinella.

O, almeno, così si fa chiamare.

Iniziamo con la domanda più importante: lei è il vero Pulcinella?

Non c’è nessun dubbio dubbioso dubitante debitamente ma senza debiti di dubitare che se dubito ergo sunt Pulcinella e se non sunt Pulcinella chi cetrulo sunt? Ditemelo voi che siete saputa saputella saputellamente saputellante e sapete tutto di tutti oppure niente. Sono stato chiaro acchiariato chiaramente schiarito oppure oscurato nell’oscurità oscurante dell’oscura mente? Dicitammello vuje se vulite…

D’accordo, le credo. Ma allora mi dica chi è Pulcinella, un attore, un emulatore, un supereroe? E cosa vuole ottenere da questa mascherata?

Pulcinella primma era o non era, ma sicuramente è assicurato state sicura che era tutto e niente, mo è addiventato supèr! Salta e balla e si fa beffe dei prepotenti violenti malviventi e conniventi ma pure li vatte e li rivatte e li riduce a blatte scamazzate. Tiene na fame atavica dai secoli millenni millenari da mille e una notte di una fame tale e quale da sempre sempiterna che non s’è mai potuta riempire la panza spanzata senza speranza. Na fame di giustizia arretrata annanz’’e areta che mo è arrivato ‘o mumento de riempì definitivamente perché mo ha fatto la bella penzata de cagnà la storia che chi l’ha detto che non se po’ cagnà?

E difattamente mo Pulcinella la cagna!  

Ma, mi scusi la domanda, dov’è stato finora e per quale ragione è riapparso così, all’improvviso?

Teneva na questione aperta con Clemente Sparaco che aveva degenarato un figlio Ciro e la compagneria di compagneristi camorristi camorrianti che camorreavano il rione Sanità e la povera gente appoverata e appaurata dalla paurosa povertà e che putevano fa davanti alla brutalità? Piegarsi e ripiegarsi a tappetino e srotolarsi al momento oppurtuno sotto i piedi appiedati di Clemente, Ciro e compagneristi cantanti de brutte parole e brutte musiche, finché non fu spontato da sotto li piedi loro proprio Pulcinella che gli ha cantato a brutta maschera na bella canzona di giustizia e libertà! E taratattattà! Tutti a ballà!

Il ponte del rione Sanità

Il ponte del rione Sanità

 Ma il problema, come saprà, non riguarda soltanto il rione Sanità: come vede oggi  Napoli e la sua gente?

Napoli è come sempre e questo è il bello, ma anche il problema cioé il bello del problema per questo aggio penzato siccome io so’ pazzo o pazzariello -facite vuje- ‘e cagnà sta situazione. La penzata è semplice o semplicemente pazza: togliamo il problema e teniamoci il bello! Un pocherillo come l’uovo di Pulcinella! La gente napoletana mo sta scamazzata da sta condizione immortalata accomodata dai secoli nei secoli secolanti trasecolanti dai tracotanti che si sono accomodati comodi comodi e si fanno i fatti loro sulla pelle degli spellati spennacchiati come li pullastre allevate che non tengono manco l’aria per respirà e già so’ muorte primm’’e muri! E allora chi meglio de Pulcinella beccacciuto gallinaceo dalla notte dei tempi li po’ liberà per farli svolazzà finalmente dinto allo azzuro dello bello cielo nostro de questo munno ammunnato e buono?! E se vi devo dire la verità poi detto questo la questione qua non è solo napolitana ma dello globo globalizzato globalmente globale dall’ingiustizia totale, a chi tutto e a chi niente! Ma se po’? Pazze e buono ha penzato Pulcinella me medesimo servo vostro aggia cagnà sta situazione ‘nzieme a tutte le perzone di buona volontà volontariamente volontarie volenti o nolenti. Anche voi che siete una pollastra appollastrata ma non prostrata, ce la vulite da na mana?

Sono qui per questo, per capire e parlarne. Mi dica, signor Pulcinella, perché ha scelto di nascondersi nella parte più invisibile e sotterranea di Napoli?  

Pulcinella

Pulcinella

Perché come ce l’ha l’ommo medesimo un dentro e un fuori, ce l’ha pure sta città, e pe’ sapé ‘a verità s’adda sta fore ma pure a dinto ‘o buio dell’oscurità che modestamente la conosco come le mie tasche, tanto che cierte vote penzo che so’ nasciuto cca dinto a sto tufo scavato de cui è attufata tutta Napule, ‘o bello e ‘o brutto io l’aggia sapè, dinto o fore, fore e dinto, bianco e nero, nero e bianco propetamente comme a mme. Io tutto aggià sapé, tutto aggià verè, journo e notte notte e journo accost’’e murì primme ‘e mo, ma m’aggia riempì sta panza de justizia se no non putarrje mai dormì serenamente.   

Quindi lei è un amico della gente napoletana e di tutte le persone di buona volontà: allora chi deve avere paura di Pulcinella?

I prepotenti, i fetenti, I malamente, chi vuole il male delle persone buone e semplici, chi non se ne fotte niente e passa ncopp’’a vita da gente. Gli scarraffoni brutti fuori e dentro e belli solo alle mamme loro…

Saranno quindi in molti a non dormire serenamente. Dopo aver sconfitto il clan Sparaco, quando tornerà?

Appena comincia a fare un po’ più di caldo colla “stagione” come diciamo noi qui sotto al sud propriamente sudato. A maggio o a giugno col tempo bello ci ritroviamo tutti alla Sanità pe verè c’amma fa. E mo permettetemi di congedarmi congedante e congedato senza avé mai fatto ‘o surdato nemmanco nnammurato.

Ora e pe’ sempre umilmente m’inchino a voi, il servo vostro: Pulcinella Cetrulo.

 

Chi ha paura di Pulcinella, Massimo Torre - Edizioni E/O, 2014 - 244 pagg. 15 euro

Chi ha paura di Pulcinella?, Massimo Torre – Edizioni E/O, 2014 – 244 pagg. 15 euro

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  1. Uccidete Pulcinella, di Massimo Torre | diLetti e riLetti - 21 ottobre 2015

    […] Tutto merito –nascosto- di Puccio D’Aniello, il tuttajo con cui parlammo tempo fa in questa intervista, che è diventato il supereroe e il protettore che la città intera aspettava da […]

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