Un posto per ogni scarpa (per esempio il manicomio)

Pochi giorni fa un’amica parlava con grande arguzia di scarpe, almeno per quanto si possa considerare “parlare” uno scambio di opinioni su Facebook. In seguito alla nostra discussione, tuttavia, anche “Il mondo di Quark” ha deciso di occuparsi di questo fenomeno e questo è quanto ha detto Piero Angela l’altra sera, durante la trasmissione.

“In effetti, il mondo delle scarpe e di chi se ne occupa è una contrada piccola ma bizzarra, popolata da ancor più bislacchi esserini. Il principale interesse di costoro è vantarsi di aver indossato questa o quella notevole scarpa, o millantare di averne indossate migliaia (nonostante ne abbiano ancora numerosissime da indossare). Volentieri essi discettano su questo o quel calzolaio, come del più abile in as-so-lu-to oppure denigrandolo, fino a degenerare in alterchi feroci che richiederebbero quantomeno un duello finale dietro il convento delle Carmelitane (scalze, loro, NdR).

Esaminiamo ora una normale discussione tra un piccolo manipolo di queste creature, in una normale giornata di presunto autunno. Tutto inizia con un lancinante grido di aiuto: (la regia fa partire la docu-fiction)

-Ragazzi, ho finito or ora di montare la mia nuova scarpiera! qual è l’ordine migliore per catalogare le mie scarpe? per calzolaio? misura? colore? …i dubbi mi stanno uccidendo, aiutatemi!

In soccorso della meschina in difficoltà, ecco accorrere numerosi sodali:

-Io divido la maggior parte per marche e in seconda istanza per calzolai. Colore e misura non esistono, se non dopo, quando sono già divise.

-Per colore, formato e reperibilità.

-Le paia americane in ordine alfabetico di calzolaio, perché se no non trovo niente…

-Credo che vincerà la catalogazione per formato, però poi magari ho tre F*** separati, M*** idem, e mi dispiace, mi sembra di sfasciare una famiglia.

-Per questo i calzolai che fabbricano per la stessa marca per anni facilitano la vita. Quindi per marca. Poi: le francesi tutte insieme…

A questo punto, la creatura, confortata dai suoi simili, prende una decisione drastica:

-Terrò un modulo della scarpiera solo per quelle ancora da indossare, sperando che basti.

Improvvisamente, la discussione degenera:

-Metterle su due file è cosa auspicabile

-NO! LA DOPPIA FILA NO!

-Tre file, poi lo scantinato.

Uno dei sodali cerca di rimettere in carreggiata il tutto:

-Marca e stagione, poi ordine di altezza (dei tacchi, suppongo NdR)… A volte anche il colore…

-Doppia fila (per forza, non ho più spazio), ordinate per la maggior parte per genere e soprattutto per forma.

Ma ormai la situazione precipita:

– No, règaz, lascio questa conversazione perché soffro troppo: qui si parla di doppie file e di scarpe in cantina; stacco e vado a denunziarvi al Sant’Uffizio.

Cala il silenzio, ma non tutto sembra ancora perduto. Improvvisamente però arriva il definitivo elemento di rottura:

-Io però ve lo voglio dire: io i libri ce li ho a cacchio!

Piero Angela si alza su questo ululato, uscendo dallo studio. Fine della puntata. Sigla.

NdR: in effetti per un inesplicabile refuso o per una distrazione imperdonabile, invece di “scarpe” ho scritto “libri”. Ma nessuna persona sana di mente potrebbe mai pensare che si parli in questo modo di libri, vero?

 

firma FS3

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Categorie: diGressioni

Autore:diLetti e Riletti

Blog di libri, letture, divagazioni. www.dilettieriletti.wordpress.com

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One Comment su “Un posto per ogni scarpa (per esempio il manicomio)”

  1. 21 ottobre 2014 a 10:43 #

    L’ha ribloggato su precisazioni inutilie ha commentato:
    riflessioni estemporanee con le omonime, tra editoria e suole (vuolsi così colà come si suole)

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