La deduzione – Filetto al tè nero

– Dottore, non so cosa mi accade… sono così confusa.
– Vorreste tentare di spiegarlo, Milady?
– Accostatevi, dottore… venite qui, accanto a me. Sono così… -la dama abbassò gli occhi come se un’improvvisa timidezza la assalisse – sono così affranta. Vedete, temo non si tratti di una indisposizione né di un momentaneo malessere. Direi piuttosto un intimo … sì, un profondissimo turbamento. E quando siete entrato qui, ho sentito… ah!
La testolina dai capelli arricciati reclinò graziosamente all’indietro, mostrando il collo candido e grassoccio. L’uomo si allarmò:
– Volete che vi faccia portare una tazza di tè ben forte? Sapete che il tè tempra lo spirito e stimola i pensieri saggi. Rinvigorisce il corpo e calma la mente. Questa nuova varietà di tè nero inoltre ha benefici effetti sulla circolazione dei fluidi e sul cuore…
– Ecco, il cuore…- la donna sospirò a fondo, portando una bianca manina sulle floride colline che celavano a mala pena tanta sofferenza – Il mio povero cuore solitario…
– È dunque questo che vi affligge…- il giovane medico aggrottò le sopracciglia, sporgendosi verso la burrosa Lady Patterson, mollemente sdraiata sul sofà: non sapendo bene come trattare le pazienti di un certo riguardo, non osava auscultarla. Decise quindi di ricorrere ad altri metodi, certo della loro efficacia.
Aveva conosciuto la vedova in occasione di una serata dedicata al mesmerismo, ed avevano avuto modo di scambiare piacevolmente biglietti da visita ed opinioni sul sonno magnetico e l’ipnosi.
Qualche giorno dopo, un vetturino aveva recapitato un cartoncino che lo convocava presso la magione della signora per un’indisposizione improvvisa. Poiché aveva solo da poco tempo installato il suo studio in quel sobborgo di Portsmouth e gli abitanti dei dintorni non sembravano voler fare la fila dietro la sua porta, il dottore si era precipitato al capezzale della gentil dama, trovandola però in ottima condizione fisica.
Tuttavia sotto il leggero abito largamente scollato il petto si sollevava rapidamente e le guance rotonde erano macchiate di un acceso color porpora. Appena poi le si era accostato per controllare le pupille non aveva potuto evitare di udire il breve gemito sfuggito dalle labbra dischiuse.
Ebbe anche modo di notare silenziosamente diversi bottoni mal allacciati che lasciavano intravedere del seno prosperoso più di quanto un gentiluomo potesse sostenere e molto, molto più di quanto una gentildonna dovrebbe mostrare in simili situazioni; Lady Patterson avrebbe dovuto essere più severa con la sua cameriera.
– Senta, dottore, senta come batte… -La manina che giaceva come una colomba stanca si levò rapida ad artigliare il polso dell’uomo che si ritrovò di sorpresa ad affondare le dita tra le setose mammelle di Milady.
Facendo appello a tutto il suo sangue freddo, il medico ripassò gli insegnamenti di Joseph Bell, suo brillante mentore, che era solito sottolineare l’importanza dell’osservazione e della deduzione nella diagnosi di qualunque malattia: la paziente, tutto sommato in buona salute, era in evidente stato di sovreccitazione fisica e mentale, dovuta di certo alla sua lunga vedovanza ed alla sua ancor giovane età. Questo spiegava il parossismo dei sensi di cui era vittima e gli era più che sufficiente per delineare il problema e proporre la cura, una cura che non comprendeva il suo intervento, tuttavia; la qual cosa non mancò di fare con la chiarezza tutta scozzese che lo distingueva, non senza prima aver sfilato con il maggior garbo possibile la mano dalla carnosa trappola nella quale era caduta.
§§§
Il giovane dottore uscì dalla casa di Lady Patterson profondamente perplesso e cogitabondo: il vetturino che lo aveva portato sin lì lo attendeva fumando: gli allungò una moneta, dicendogli di andar via, che sarebbe tornato a piedi. L’uomo risalì a cassetta e si dileguò nella sera nebbiosa.
Mentre camminava, ripercorreva la conversazione avuta con l’attraente vedova, massaggiandosi la guancia dalla quale lentamente spariva il segno rosso impresso con insospettata veemenza dalle sue morbide dita. Di tanto in tanto si fermava scuotendo la testa, come rispondendo ad una muta domanda.
Quando arrivò a casa, dopo più di un’ora di pensierosa camminata tra i vicoli bui di Southsea, non si sentiva affatto stanco; lanciando il mantello inzuppato su una poltrona, entrò subito nello studio. Mentre la luce gialla della lampada si rovesciava sui numerosi fogli manoscritti sparsi sulla scrivania, il dottor Arthur Conan Doyle, con le mani che tremavano dall’impazienza, aggiunse una nota su un foglio già quasi del tutto coperto dalla sua scrittura aguzza:
“Metodo deduttivo: evitare di applicare alle signore”.
firma FS3
 diScritti menu giallo
Filetto al tè nero
Dal peso dovreste dedurre che si tratta d’una ricetta per 4 persone, da ciò che c’è da fare che il tempo di preparazione è di 6 ore.

400 g di filetto di prima scelta
4 cucchiai di tè nero affumicato
+ 2 cucchiaini
2 cucchiai di zucchero
sale
pepe nero macinato al momento
4 patate grandi
30 g di burro

Pulisci la carne da eventuali grassi e filamenti. Se scegli un taglio centrale o il tournedos non sarà necessario.

Prepara una miscela di sale, zucchero e pepe e frizionala sulla carne. Stendi le foglie di tè (4 cucchiai) in un piatto e rigiraci bene il filetto, in modo che attacchi su tutti i lati.
Copri il filetto con un foglio di pellicola alimentare avvolgendolo stretto e metti in frigorifero a riposare per almeno 1 ora (massimo 4 – 5 ore).

Prepara le patate. Tagliale a cubetti e mettile in una pentola con acqua e sale. Porta ad ebollizione e cuoci per 5 minuti, poi scolale.
Poco prima di servirle, saltale in una padella con il burro. Salale e pepale leggermente.

Accendi il forno a 180°C. Scalda una padella in ferro, a fiamma alta.
Nel frattempo prepara una tazza di acqua bollente e mettici i 2 cucchiaini di tè rimasto in infusione per 4 minuti.

Togli il filetto dalla pellicola e elimina la panatura con le mani. Rosola il filetto da tutti i lati mettendolo direttamente nella padella calda. Ti serviranno circa 2 minuti per lato.

Trasferisci il filetto rosolato in una casseruola da forno, bagnalo con il thé filtrato e copri con un foglio di stagnola lasciato morbido. Puoi tenere il filetto così per 30 – 40 minuti, se necessario, in modo da terminare di cuocerlo al momento di servirlo.
Inforna per 10 minuti per una cottura al sangue, 15 minuti per una cottura media.

Taglia a fette prima di servire su piatti tiepidi, insieme alle patate.

 

(Ricetta tratta dal libro Country Chic di Csaba dalla Zorza, ed. Luxury Books)

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Categorie: diScritti in dispensa

Autore:diLetti e Riletti

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