Cinque trucchi per formare dei lettori selvaggi

Si legge poco, lo dicono tutti. Ancora meno sembrano leggere le nuove generazioni, distratte principalmente da mondi di canali televisivi, universi di tecnologia, galassie di videogiochi e social network.

Proclami e appelli –persino programmi televisivi- apparentemente restano senza risposta, e forse è arrivato il momento di chiedersene il motivo. Se un bambino è inappetente non è con le prediche che lo convincerai a mangiare: quel che serve è creare in lui una necessità e un piacere ai quali non possa resistere, prenderlo per la gola, insomma.

Allo stesso modo per far sì che un bambino diventi un lettore, bisogna fare in modo che la lettura diventi per lui un bisogno da soddisfare e contemporaneamente un desiderio insopprimibile.

A costo di far la figura della nonna rimbecillita, confesserò qui e ora che quando ero piccola (sì, sì, la ruota era già stata inventata…) mi dovevano togliere dalle mani il libro e spegnere la luce per farmi dormire. Ricordo che a tal punto ero soggiogata dalla lettura e dalla soddisfazione che me ne derivava che –non sapendo riconoscerlo e gestirlo- pensai fosse un atteggiamento patologico. Insomma, temetti di essere “anormale” (la cosa peggiore che possa capitare ad un bambino) e per questo con molta fatica e rossori mi confidai con una maestra. La quale, devo ammettere, non si rotolò a terra sganasciandosi dalle risate, ma fu anzi affettuosa e comprensiva nello spiegarmi che il tutto si riduceva ad una parola: passione. Ero innamorata e non lo sapevo! certo, i miei amori all’epoca si chiamavano Pollyanna e Jo March e col tempo ammetto siano cambiati. Ma la passione vera, la lettura, è cresciuta con me, addosso a me come un abito elastico che si adatti a quel chilo in più che inspiegabilmente si deposita dopo una sessione di cioccolatini alla crema.

Quello che manca quindi è il lettore appassionato, o perlomeno, non ce ne sono abbastanza. Per questo bisogna formarli da piccoli, non (solo) educandoli, ma tentando di stimolare il naturale appetito dei bambini, fino a trasformarli in lettori selvaggi, famelici ed entusiasti.

  • TEMPO: usare i momenti di noia e di relax, dedicare i tempi morti dedicare alla lettura. Evitare di imporre ai bambini di leggere in spiaggia o quando sono con gli amici. I lettori selvaggi devono leggere senza costrizioni o obblighi.
  • SCELTA Lasciarli liberi di scegliere; portarli in libreria e sguinzagliarli. I lettori selvaggi devono scegliere da soli i libri da leggere secondo i loro interessi, bisogni e capacità di lettura.
  • SCAMBIO Se volete che i libri diventino oggetti personali del bambino, lasciatelo libero di scambiarli con gli amici, di fare un angoletto sulla pagina, di sottolinearli, di perderli persino, per poi rimpiangerli. I lettori selvaggi devono essere liberi di interagire con i loro libri.
  • INTERESSE Chiedete, informatevi (senza sembrare inquisitori, ovviamente) sui libri che i bambini leggono; mostratevi curiosi della trama, fate domande sui personaggi anche se li conoscete benissimo. I lettori selvaggi sono felici di parlare di libri almeno quanto di leggerli.
  • CONDIVISIONE Se mentre leggete vengono a chiedervi cosa leggi, parlatene, anche se l’argomento o lo scrittore non sono adatti: non mostrate chiusure, e anzi usate il loro linguaggio per rendere accattivante anche la storia di IT o la Divina Commedia. I lettori selvaggi apprezzano nel lettore adulto la capacità di entusiasmarsi per questo o quello scrittore, assimilando questo atteggiamento di apertura.

 

Il risultato, come sempre accade per i consigli, non è assicurato. Quel che è certo, invece, è che per ogni pagina letta nascerà un’emozione, e ogni sorriso vi ricorderà una cosa essenziale: leggere ha un unico scopo, la felicità.

 

firma FS5bis

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Categorie: diVagazioni

Autore:diLetti e Riletti

Blog di libri, letture, divagazioni. www.dilettieriletti.wordpress.com

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5 commenti su “Cinque trucchi per formare dei lettori selvaggi”

  1. 28 novembre 2013 a 16:33 #

    Ottimi consigli. L’errore che si continua a fare, anche a scuola, è costringere i bambini a leggere. Ed è un grosso errore, la vedrebbero come un imposizione, come se fossero altri compiti da fare, e quindi leggerebbero controvoglia. Io ricordo che odiavo “I Promessi Sposi” quando lo studiavo alle medie, ma poi l’ho riletto per conto mio, e mi sono accorto che è un libro fantastico

    • 28 novembre 2013 a 17:53 #

      Esattamente! l’imposizione rende la lettura un peso, quando può essere un’avventura fantastica…

  2. 1 aprile 2014 a 00:13 #

    Sono approdata solo oggi a questo articolo che mi sta molto a cuore, visto che il tema della lettura ai bambini è il mio pane quotidiano. Concordo con questa tua analisi, anche se secondo me bisognerebbe anche un po’ “guidare” i piccoli alla scoperta di libri bellissimi. Mostrare loro che esistono, metterglieli a disposizione. Poi saranno loro eventualmente a scartarli o ignorarli. Ma se sono lì, a portata di mano, e mamma e papà ne parlano tanto bene, prima o poi la curiosità verrà ; ) Francesca (www.milkbook.it)

    • 1 aprile 2014 a 00:22 #

      Assolutamente d’accordo con te…la sola cosa da evitare davvero è la costrizione. Grazie dell’interesse, spero troverai nel blog altri spunti per commenti e suggerimenti. Ho tradotto anche un lungo intervento di Neil Gaiman su biblioteche e bambini, e altri articoli su fiabe. Piacere di conoscerti! 🙂

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  1. Due anni…di Letti e Riletti | diLetti e riLetti - 19 settembre 2015

    […] per trasmettere la nostra passione per la lettura. Riflettendo su questo dilemma, siamo arrivate a Cinque trucchi per formare dei lettori selvaggi: se vogliamo creare degli adulti lettori, dobbiamo fare in modo che leggere per i bambini non sia […]

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