I dieci libri con cui NON iniziare

Iniziare non è un verbo facile, e non lo sono nemmeno cominciare, avviare e sinonimi. È come la prima volta che si sta per fare l’amore con un/a partner di fresca acquisizione, in poche parole: ansia da prestazione. E se durasse troppo o troppo poco? Se non le/gli piacesse? Il panico incombe e toglie ogni capacità. Si potrebbe risolvere se ogni individuo sessualmente attivo fosse accompagnato da una legenda, una sorta di lista con zone erotiche, desideri, preferenze e, soprattutto, tutto ciò che non vuole faccia l’altro. Giusto una decina di punti, per non esagerare.

Lo stesso tipo di legenda sarebbe utilissimo a coloro che decidano di iniziare altri al mondo della carta stampata: i libri che non si dovrebbero mai regalare ad un neofita per evitare che decida di non leggere per il resto della sua vita. Io ho pensato, quindi, a dieci libri che non dovrebbero mai essere il “primo”:

1) Il libro con cui NON dovrebbe iniziare un bambino è Senza famiglia di Hector Malot. La povera anima candida si troverebbe davanti ad un universo di orfani, maltrattamenti e morti. Il trauma è dietro l’angolo. Se invece desiderate di proposito mettere il fanciullo proprio dinanzi alla sua paura più grande, l’abbandono, allora le cose cambiano. Fatelo cominciare con il tomo della disperazione ma, subito dopo, consegnatevi ai servizi sociali. Mostri!

2) Il libro con cui NON dovrebbe iniziare un adolescente è “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire”di Melissa P. Trama: una ragazzina la dà a destra e a manca. Il sesso è una cosa fantastica, in questo caso letterario di qualche anno fa non se ne mette in luce, come potrebbe credersi, il lato oscuro, bensì il lato più triste e svilente. Ogni piacere della scoperta è annichilito, quello dei piaceri carnali di lei e quello del piacere della lettura del vostro iniziato.

3) Il libro con cui NON dovrebbe iniziare una donna è uno qualunque dei libri di Liala. Protagonisti dei romanzi sono un lui moro, alto, bello, di grande dirittura morale; talvolta vittima di un equivoco che lo fa credere burbero o scontroso, invece è solo ferito dalla vita. La lei, bionda e modesta, è un’infermiera, una governante o la badante di una vecchia (cattivissima o angelica poco importa). L’idea sottesa ai bilioni di biliardi di romanzi della serie è che il riscatto sociale passi per l’amore salvifico. Lo stereotipo rules. Nonne, siete ancora convinte di volerlo regalare a vostra nipote? Allora occorrono le maniere forti. Riassunto di una trama trovato in rete: Il profumo dell’assente – Antinisca, giovane e bella ragazza, conduce una doppia vita: al fidanzato, ragazzo semplice di provincia, fa credere di essere un’impiegata, mentre nella realtà è una brillante soubrette. Quando il suo gioco viene scoperto, il matrimonio sfuma. Solo un anziano ammiraglio, che si crede prossimo a morire, offrirà alla giovane il suo nome. Ma il destino giocherà ancora con lei. Antinisca incontrerà un altro ufficiale e il suo profumo galeotto e la generosità del marito la condurranno ad un domani felice. (sic!)

4) Il libro con cui NON dovrebbe iniziare un uomo è Appunti di un venditore di donne di Giorgio Faletti. Senza giri di parole: il protagonista è un uomo che è stato evirato. Zac. Diciamocela tutta, se un uomo guarda un video su youtube in cui qualcuno riceve una pallonata nelle parti basse, istintivamente porta le mani a protezione del suo, lui crede, gioiello. Figuriamoci se nel primo libro della sua vita si trova di fronte alla sua paura più grande (fidatevi, è questa). Lasciatelo libero di credersi un virgulto, per un libro in stile Bobbit dovrà essere molto più rodato.

5) Il libro con cui NON dovrebbe iniziare un anziano è L’amore ai tempi del colera, di Gabriel Garcia Màrquez: non vorrete di certo suggerire al vostro amato nonnino di partire alla ricerca del suo primissimo amore. Il rischio di ritrovarsi tra i piedi una nonna acquisita con le unghiette ben piantate sull’agognata eredità è altissimo. Un libro sulla castità e qualche goccia di bromuro dovrebbero tener calmo l’arzillo vecchietto fino a che morte non vi separi (il più tardi possibile, sia chiaro).

6) Il libro con cui NON dovrebbe iniziare un italiano è L’Utopia di Tommaso Moro. In un momento storico come quello attuale, in cui davvero non si sa dove mettere le mani, la descrizione di una città ideale potrebbe sprofondarci nella più nera depressione. Meglio forse la poesia L’analfabeta politico di Bertolt Brecht. Vuoi vedere che questi versi diventano la spinta utile per prenderli a calci nel sedere?

7) Il libro con cui NON dovrebbe iniziare uno straniero è La casta di Stella e Rizzo. Stavolta però questo consiglio non è a fin di bene per il ricevente, ma per evitare a noi di essere guardati come degli imbecilli. In quale altro paese del mondo, che ami definirsi libero e avanzato, si sarebbe permesso alla classe dirigente di spolparci fino al midollo? Per non  parlare dell’assenza di conseguenze. Forse ai politici una bella copia di Delitto e castigo dovrebbe essere regalata all’atto della nomina a onorevole.

8) Il libro con cui NON dovrebbe iniziare un buono è “Justine, ovvero le disavventure della virtù” del marchese De Sade. Se fino ad oggi l’angelica creatura che state iniziando alla lettura è vissuta in una grotta, e non conosce il marchese e le sue perversioni, non lasciate che sia fuorviata dalla scoperta che Romina Power è stata la protagonista della trasposizione di questo classico dell’erotismo sadomaso. Il film è -ahinoi- inedito in Italia. Che poi, a ben pensarci, una scrollatina al bonaccione forse non farebbe male, si temono però attacchi psicotici.

9) Il libro con cui NON dovrebbe iniziare un cattivo è Cuore di De Amicis. La melassa straripante, sicuramente funzionale allo scopo dell’autore al momento della scrittura, ma oggi francamente indigesta, potrebbe provocare nella carogna un attacco iperglicemico. Ve lo immaginate il bastardo a cui, chissà perché, state donando un libro, alle prese con Garrone e company? Se poi volete farlo fuori è un’altra storia, ma attenti che qualcuno per ripicca non lo regali  a voi.

10) l libri con cui NON dovrebbe iniziare nessuno sono parecchi, e non per una loro mancanza intrinseca ma, badate bene, ci sono dei testi che spaventano il più accanito bibliofilo, figuriamoci un neofita. Pensate all’angosciosa difficoltà di stare dietro al flusso di coscienza nell’Ulisse di Joyce, oppure di tenere testa alle descrizioni di balene e capodogli nel Moby Dick, o ancora alla forza necessaria a resistere alla disperazione di David Copperfield.

In un Paese dove ci sono più scrittori che lettori di certo l’importante è cominciare, ma farlo con cura è meglio. E non dite che basta che si legga, un trauma iniziale potrebbe scoraggiare i passi successivi. Insomma, di nuovo è come a letto, la prima volta non è tutto, ma se è proprio un completo disastro chi ve lo fa fare di farvi una ceretta brasiliana o un mese di dieta per provarci una seconda?

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Categorie: diVagazioni

Autore:diLetti e Riletti

Blog di libri, letture, divagazioni. www.dilettieriletti.wordpress.com

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