diLetti in musica

Di solito chi legge non ama avere attorno a sé fonti di disturbo: mentre sei lì lì per commuoverti davanti allo sconfinato amore di Florentino per Fermina, il suono sgraziato della vicina di casa che chiama a raccolta dal cortile i suoi sedici figli può risultare particolarmente fastidioso. È pur vero però che, a meno di non risiedere in aperta campagna, i rumori esterni valicheranno sempre il confine del luogo deputato alla nostra tranquilla lettura. Citofoni, telefoni, lavatrici attenteranno sempre alla nostra intenzione di isolarci in un mondo a parte, fatto di inchiostro e pagine.

Si potrebbe allora giocare d’attacco e superare di un paio di decibel -attenti a non esagerare- le suddette noie. Ho provato perciò ad immaginare alcune canzoni con cui accompagnare la lettura e debellare il nemico rumoroso, canzoni che in qualche modo, alla proustiana maniera, quegli stessi libri mi richiamassero alla memoria. Un piccolo decalogo di “musica versus ostilità cittadine”, da allungare o modificare. Fate voi.

1) “Lord of the ring”  dei Blind Guardian e “Il signore degli anelli” di  J.R.R. Tolkien

Metal tedesco e fantasy britannico? Assolutamente sì. Atmosfere evocative, e ovviamente il titolo, sembrano fare dell’opera e della canzone una coppia perfetta.

Sguainate le chitarre!

2) “Il Maestro e Margherita” di M. A. Bulgakov e “Simpaty for the devil”  dei Rolling stones

Nel capolavoro di Bulgakov non si può non provare una certa simpatia per il gatto Behemot e persino per Woland. Il diavolo -si sa- può assumere un aspetto piacevole e come lui le sue tentazioni.

Chi meglio di Jagger può saperlo?

3) “Il pianeta delle scimmie” di Pierre Boulle e “L’Evoluzione” del Banco del Mutuo Soccorso

In questo libro, di cui esiste una ancor più famosa trasposizione cinematografica, l’evoluzione pare aver preso una strada sorprendente. Il tema fantascientifico si sposa benissimo con la nota canzone e le sue atmosfere psichedeliche, sebbene gli approdi di testo e musica siano ovviamente molto diversi.

Non date noccioline alle scimmie.

6) “Salem’s lot” di Stephen King e “Burn the witch” dei Queens of the Stone Age

Uno degli episodi della storia americana che suscita più orrore e macabro interesse: i roghi delle presunte streghe di Salem. Mentre King vi racconta la sua sanguinaria versione sentirete aumentare la tensione sulle aspre note rock.

Sconsigliato ai deboli di cuore.

5) “Siddharta” di Hermann Hesse e la musica di Ravi Shankar

L’India misteriosa e un viaggio interiore: per quanto lontani nello spazio e nel tempo, Siddharta e i Beatles si sono incontrati sul cammino della spiritualità grazie al Maestro del sitar.

Attenzione: se non si è proprio in vena si corre il rischio dell’abbiocco.

6) “Il ritratto di Dorian Grey” di Oscar Wilde e “Splendido splendente” di Donatella Rettore

Possono le brutture del mondo e dell’età essere cancellate da un ritratto o da un bisturi? Certo che no. L’accostamento è senza dubbio azzardato ma, se fosse vissuto oggi, il vanitoso Dorian un ritocchino  se lo sarebbe fatto fare di sicuro.

7) “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll e l’album “A Trick of the Tail” dei Genesis

Atmosfere fiabesche e bizzarre creature, spesso in panciotto, popolano le due opere. Dietro l’apparenza leggera batte un cuore cupo e visionario.

Certo, forse anche un pizzico di droga.

8) “La famiglia Winshaw” di  Jonathan Coe e “Tramp the dirt down”di Elvis Costello

La Lady di ferro ha lasciato segni indelebili nel suo paese e nel mondo, ispirando tra l’altro moltissime canzoni non proprio beneauguranti. Mentre ascoltate questa di Costello, una delle più letali, leggendo il libro di Coe,  immaginate di essere un operaio nella Gran Bretagna degli anni ’80. Il furore è assicurato.

9)  “L’amore ai tempi del colera” di G. G. Marquez e “Endless Love” di Lionel Richie e Diana Ross

L’amore può essere infinito, anche quando non è ricambiato. Lo diceva persino il Sommo Poeta che, a furia di provare per una persona questo intransigente e perseverante sentimento, l’altro non può che capitolare. L’amore, quello vero, muta e cambia forma, invecchia e e si stanca, ma mai si deteriora.

Quasi quasi mi commuovo.

10) “L’avaro” di Moliere e “Money” dei Pink Floyd

Celeberrima opera teatrale e celeberrima canzone tratta dall’album The dark side of the moon. Come dimenticare uno degli intro più famosi della storia? Già solo il rumore di quel registratore di cassa pare esplicitare tutto il senso della canzone, così come il titolo di una delle opere più famose del commediografo francese.

Tra i vizi capitali questo è uno dei più antipatici, specie se poi tocca a te offrire.

La lista potrebbe continuare perché le contaminazioni tra musica e letteratura sono infinite, così come il loro potere evocativo. E, se questa piccola lista non dovesse aiutarvi  a sconfiggere il problema, vi toccherà saltare dall’arte alla praticità, comprando un bel paio di tappi per le orecchie.

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Categorie: diVagazioni

Autore:diLetti e Riletti

Blog di libri, letture, divagazioni. www.dilettieriletti.wordpress.com

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